Le conseguenze devastanti della guerra in Siria, se all’ inizio hanno suscitato l’ interesse e il clamore internazionale, allo scorrere del tempo sono diventate ormai consuetudine sino ad aver perso completamente l’ attenzione dei media e del resto del mondo.
Le sistemazioni destinate ai profughi, che dovevano essere soltanto alloggi temporanei sono ormai la quotidianità, uno status consolidato che non lascia intravedere nessuna speranza di cambiamento. E’ così che si vive in tende fatte di teli di plastica, con servizi precari e fogne all’ aperto, diventate spesso parco giochi per tantissimi bambini. Se per i nostri standard questa potrebbe sembrare la parte peggiore, in realtà è l’ aver perso completamente la speranza per il futuro che rende tutto questo una catastrofe. Molti di loro ormai non credono più di poter tornare nella loro terra, ma non hanno neppure la possibilità di diventare dei normali cittadini in una terra straniera, per loro ostile. Nei campi si vive e si muore con la consapevolezza di non aver più nulla da perdere.
